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| Biografia Iron Maiden Gli Iron Maiden nascono tra il 1975 e il 1976 dalla mente di Steve
Harris. La band è formata da subito da personaggi dell'ambiente
londinese che molto presto prendereanno altre strade che quelle
musicali. La prima line-up più o meno riconoscibile è quella composta
da: Steve Harris al basso, Dave Murray alla chitarra, Dennis Wilcock
alla voce, Tony Parsons alla seconda chitarra e Doug Sampson alla
batteria, questa formazione (con l'avvento di Paul Dianno alla voce al
posto di Wilcock) registra nel 1979 un demo denominato "The Soundhouse
Tapes" autoprodotto che raggiunge con Prowler le vette delle classifiche
inglesi. Proprio dopo questo successo i Maiden firmano un contratto con
la EMI. Infatti nel 1980 i Maiden escono con il loro primo album "Iron
Maiden" che fà "esplodere" in Inghilterra la stracitata NWOBHM (New Wave
of British Heavy Metal). Da quel giorno in poi il punk sarà solo un
ricordo per i giovani inglesi.... o quasi .... Ma nel frattempo la
line-up era cambiata. Paul Dianno era entrato alla voce, Clive Burr (dai
Samson) alla batteria e Dennis Stratton alla seconda chitarra. Il
successo riscontrato dai Maiden porta la band a registrare nemmeno
un'anno dopo il secondo album "Killers" con sonorità ancora più heavy
del precedente. Canzoni come la stessa "Killers", "Wratchild" o "Murders
in the Rue Morgue" entreranno nelle canzoni più famose della band. La
band è nel pieno della forma fisica nel vero senso del termine e anche
per questo viene "accantonato" Paul Dianno e al suo posto arriva Bruce
Dickinson dai Samson, che darà quel qualcosa in più ai Maiden per
esplodere a livello mondiale. Infatti con il successivo "The Number of
the Beast" la band raggiunge le vette di molte classifiche in diversi
paesi europei e non. Il seguente tour mondiale segna il tutto esaurito
in ogni singolo data, dall' Europa, all'America fino al Giappone.... UN
TRIPUDIO !!! Le sonorità dei Maiden rimangono sempre molto heavy per i
tempi, tanto da essere accusati ingiustamente di satanismo... o cose del
genere.... il prossimo album vede l'ingresso del drummer Nicko McBrain
al posto di Clive Burr che lascia. Piece of Mind esce nel 1984 ed è un
disco più studiato e ricercato, che riceve un grandioso successo,
canzoni come "The Tropper" o "Flight of Icarus" saranno veramente tra le
più rappresentative... Il primo capitolo della storia dei Maiden si
conclude con l'uscita di "Powerslave" nel 1984, forse l'album che
racchiude meglio tutte le potenzialità artistiche dei Maiden fin d'ora
espresse. Un album eccezzionale, seguita da quello che è ancora oggi il
tour mondiale più lungo mai affrontato da una rock band... il World
Slavery Tour. Nel 1986 la band cambia totalmente rotta musicale. Song
molto più ricercate, testi molto più tristi e introspettivi, musiche
meno immediate, chitarre sintetizzate e tastiere accolgono il pubblico
che reagisce in modo diverso. I vecchi fan criticano le scelte dei
Maiden, mentre nuovi fan si aggiungono grazie a "Somewhere in time"
album che è passatto colpevolmente sotto un giudizio troppo severo, ma
nel 1988 i Maiden si "rifanno" (se così si può dire...) con "Seventh Son
of a Seventh Son" da molti considerato l'album più completo della band.
Album dove tutti i componenti danno il meglio di se, non solo dal punto
di vista tecnico, ma sopratutto dal punto di vista compositivo. Canzoni
come "Infinite Dreams" "The Evil that Men Do", "The Clairvoyant" o la
stessa "Seventh Son..." non saranno mai più scritte da Dickinson e
soci... Dopo un'album di tale successo ne segue sempre uno in sordina...
infatti è proprio così. No Prayer for the Dying incontra moltre critiche
anche se raggiunge le vette di molte classifiche sopratutto sfruttando
l'onda del successo precedente. E' un'album ricco di canzoni belle, ma
meno studiate e ricercate sia nei suoni che nella composizione. Il
successivo Fear of the Dark uscito nel 1992 segue la stessa linea, ma
con idee nuove e canzoni importanti per la carriera della band come "Fear
of the Dark" "Be Quick or be dead" oppure "Afraid to Shoot Stranger".
Dopo quest'album Bruce Dickinson lascia la band, per seguire le proprie
aspirazioni soliste.... In seguito la band "acquisterà" Blaze Bayley dai
Wolfsbane, che non sostituì mai al meglio Bruce Dickinson. Un cantante
con una voce molto potente, ma troppo anonima per un pubblico abituato
alla voce di Dickinson... Nel 1995 esce "The X Factor" che come dice il
nome è proprio un "fattore X" cioè poco decifrabile. Un disco pieno di
idee nuove, apprezzabile per alcune trovate sonore e melodiche, ma un pò
"acciufato" e poco ordinato, cmq giudicabile positivamente, non come la
voce di Bayley che non si esprime come potrebbe sul disco. Il disco
Virtual XI del 1998 vede un Blaze migliore, ma il livello compositivo
scade ulteriormente e il disco non propone nulla di innovativo e di
costruttivo... sicuramente l'album meno talentuoso della band... Ma la
fine del secolo vede una grossa notizia per i fan della vergine di
ferro. Bruce Dickinson ormai appagato dalla sua esperienza solista
rientra nella band insieme ad Adrian Smith nel 1999, anno in cui esce la
compilation "Ed Hunter" seguita da un tour in cui gli Iron Maiden per la
prima volta si esibiscono in sei sul palco con tre chitarre... Ma questa
non fu una rimpatriata come molti sospettavano, bensì i Maiden
continueranno con questa line-up per uscire nel 2000 con il nuovo "Brave
New World" album che ha ricevuto critiche ed elogi. Io ancora non mi
sono fatto un'opinione precisa sull'album.... so soltanto che i Maiden
sono tornati.... UP THE IRONS !!! |